domenica 22 giugno 2008

Intervista a due ragazzi parte dei FedaYn

Chi sono i Fedayn? Negli anni '70 erano un gruppo terroristico di liberazione palestinese ma dal 1972, per i tifosi giallorossi, sono un gruppo in Curva Sud che ha preso il loro nome. Fedayn, una scelta coraggiosa per tutto quello che quel nome rappresentava ventotto anni fa. E' un caldo pomeriggio di Maggio, al tavolo di un bar, angolo Via Tuscolana, Numidio Quadrato. Sì, proprio nel cuore del Quadraro: zona Fedayn. Il thè, al bar, con i Fedayn e non con il presidente del gruppo perchè questa figura non esiste:
A raccontare la storia dei Fedayn sono due ragazzi che non vogliono che sia pubblicato il loro nome: <>. I Fedayn nascono come gruppo di sinistra, ma ora si definiscono apolitici, <>. L'idea è venuta da un gruppo di amici appartenenti allo stesso quartiere, il Quadraro, spinti soltanto dall'amore e dalla voglia di aggregarsi per tifare la Roma, considerando lo staddio come un punto di incontro (oltre al quartiere) per ridere, scherzare e vivere insieme le emozioni della squadra del cuore, accompagnati da sempre dal loro inno: <>.
I Fedayn si ritrovano da ventotto anni dietro allo striscione rosso <>. Al fondatore è stato dedicato il grande striscione con su scritto <>, esposto da Ottobre '99 in Curva Sud. Il gruppo è qualcosa di molto importante, lo si difende e lo si esalta. Con orgoglio dicono di non essere mai confluiti nel Commando, decidendo di rimanere autonomi e, contemporaneamente, divenendo uno dei gruppi storici d'Italia: hanno resistito a tutte le mode e non si sono mai divisi. Il loro rapporto con il C.U.C.S. nel corso degli anni è stato buono: <>. Alla fine deli anni Ottanta il Commando già non dava più la spinta necessaria in curva, è diventato un gruppo come tanti altri: <>.
Anni Novanta, si susseguono tre Presidenti, tornano gli anni della "Rometta", ma la Sud è sempre presente, nell'aria una forte esigenza di cambiamento. Via i tamburi, via i vecchi cori, via la vecchia generazione. Spazio ai nuovi: gli ASR Ultras. I Fedayn, per quanto possa sembrare strano, sono legati al nuovo gruppo: <>. E' giusto che ci sia un gruppo leader in curva? La loro risposta è decisa: <>. Ventotto anni dietro quello striscione bastano per constatare che il tifo è cambiato, la gente è cambiata e soprattutto il modo di vivere la curva: <>. Gente vera, spontanea, che non può capire come alcuni gruppi ultras facciano del loro tifo un business: <
Fedayn, un nome preso da guerriglieri. Sì, guerriglieri. E' l'etichetta che viene data a chi vive la curva da chi non c'è mai stato. Per i Fedayn non ha senso parlare di razzismo o delinquenza nella curva: nell'ultimo anno si è parlato a sproposito degli striscioni politici <>.
Sono un fiume in piena. L'argine cede, è la volta del Presidente Sensi: <>.
Il caso trasferte: i Fedayn ci raccontano quasi con nostalgia le vecchie avventure, durissime, ma vere: <>.
Il calcio è cambiato, la solita tiritera. Di sicuro, sono i tifosi a pagare le maggiori conseguenze.
Prendiamo il rapporto con i giocatori: star intoccabili, inavvicinabili. I Fedayn non hanno dimenticato la partita Piacenza/Roma di Coppa Italia in quest'ultima stagione. Duecento tifosi al seguito, 120' sotto l'acqua, turno superato, la squadra gira le spalle e si avvia negli spogliatoi, nemmeno un gesto verso quei pazzi innamorati. Rapporti, è il caso di dire, raffreddati: <>. Da quel momento la scelta: <>. Poi, verso la fine della stagione, cè stato un chiarimento con alcuni giocatori, ma preferiscono non fare i nomi. Il sole ci tiene ancora compagnia. C'è tempo per l'ultima domanda: perchè tanta rabbia nello sguardo? <>. Insistiamo: <>.
Prima di lasciarci, però, ci tengono a smentire quanto scritto sul Messaggero tempo fa riguardo una presunta delibera del Comune di Roma per destinare cento milioni ad alcuni gruppi di tifosi di curva, in particolare 50 milioni agli Irriducibili della Lazio e altrettanti ai Fedayn. <>. E già che ci sono rivolgono il loro saluto anche attraverso rosso & giallo agli amici che sono impossibilitati a seguire la squadra del cuore indipendentemente dalla loro volotnà: i diffidati e i carcerati. Anche loro sono legati al gruppo rappresentato da <>.

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